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Curiosità |
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La conservazione
Il sangue e gli emoderivati che si ottengono dalle donazioni vengono conservati presso
le Strutture Trasfusionali a temperature e per una durata massima variabile da prodotto a
prodotto. Temperature non idonee possono infatti alterare i diversi componenti: per questo
motivo frigoemoteche e congelatori sono muniti di dispositivi di allarme acustico e visivo
per il controllo della temperatura al loro interno (oltre il periodo massimo di conservazione
il prodotto non offrirà più i vari requisiti funzionali attendibili e dovrà
essere quindi eliminato).
Il sangue intero e i concentrati di globuli rossi vengono conservati in appositi frigoriferi
a temperatura fra i +2°C e i +6°C, per un massimo di 35/42 giorni a seconda della soluzione
additiva presente nella sacca. I globuli rossi possono anche venire conservati congelati a
-80°C per mesi e anche per anni. I concentrati di piastrine sono conservati a temperatura
ambiente (+20/22°C) per un massimo di 5/7 giorni, mentre i concentrati di globuli bianchi
devono essere usati entro 12 ore dalla preparazione e conservati a temperatura ambiente. Il
plasma viene congelato e, se conservato costantemente a temperatura inferiore a -30°C,
può venire utilizzato per un periodo massimo di 12 mesi.
Questi dati non sono fissi, ma evolvono in base al progresso delle applicazioni tecnologiche
e vengono stabiliti per Decreto Ministeriale.
Mini glossario del sangue
Nel nostro organismo circolano in media cinque litri di sangue. Al suo movimento e alla
sua efficienza è legata la nostra vita.
Composizione: il sangue è un tessuto "speciale" liquido, vischioso,
opaco, costituito per il 45% di cellule (globuli) e per il 55% di plasma.
Il volume del sangue corrisponde a circa 1/12 del peso corporeo.
Esercita numerose funzioni:
- respiratoria (scambio ossigeno/anidride carbonica)
- nutritizia (porta a tutte le cellule le sostanze nutrienti)
- escretrice (raccoglie i rifiuti che convoglia agli organi destinati a distruggerli)
- termoregolatrice (distribuisce il calore)
- regola l'equilibrio idrico (per mezzo del plasma)
- difesa (trasporta i globuli bianchi con le piastrine e le altre sostanze che favoriscono
i processi di coagulazione).
Il sangue è così formato:
- parte corpuscolata: globuli rossi, globuli bianchi, piastrine
- parte liquida : plasma e siero
Globuli rossi - (eritrociti o emazie)
Hanno la funzione di trasportare l'ossigeno ai tessuti eliminando l'anidride carbonica.
Presiede alla regolazione acido-base del sangue. Sono costituiti per il 65% di acqua e per
il 35% di sostanze solide (95% di emoglobina e 5% di lipidi, enzimi).
Il numero dei globuli rossi, di media, va da 4,2 a 6 milioni per millimetro cubo.
Globuli bianchi - (o leucociti)
Hanno una funzione di difesa dell'organismo. Alcuni servono a distruggere le sostanze estranee penetrate
nell'organismo; altri servono alla formazione di anticorpi. Sono divisi in Granulociti,
Linfociti e Monociti.
I valori normali vanno da 4.000 a 10.000 per millimetro cubo.
Piastrine
Sono i più piccoli elementi del sangue. In un millimetro cubo si trovano circa 300.000 piastrine.
La loro durata media è brevissima: 3-5 giorni. La loro funzione è importante nella
coagulazione del sangue.
Plasma
Rappresenta la parte liquida del sangue. È un liquido giallo oro composto da svariate sostanze.
Si può dire che i più importanti elementi e complessi chimici vi sono presenti:
minerali (calcio, sodio, potassio, ferro, rame, fosforo, ecc) sostanze grasse, sostanze zuccherine,
ma soprattutto sostanze proteiche. Le funzioni del plasma sono numerose: la sua funzione fondamentale
è di mantenere costante il volume del sangue circolante, di cedere ai tessuti e alle cellule
sostanze prevalentemente di tipo nutritivo.
È inoltre compito del plasma raccogliere tutte le sostanze di rifiuto derivante dal
metabolismo delle cellule e di eliminarle attraverso i reni e il sudore.
Siero
utilizzato per la ricerca di anticorpi specifici di cui un ammalato ha bisogno e che possono essergli
utili, sia a titolo preventivo (es.: sieroterapia antitetanica) sia a titolo curativo quando la
malattia infettiva si è già manifestata.
Appare quindi molto evidente quanto il sangue, con i suoi componenti, sia per molti ammalati
unico e insostituibile fattore di sopravvivenza.
Il sangue artificiale
La trasfusione diviene necessaria quando una persona ha perso più del 40% del
proprio sangue. Negli Stati Uniti si esegue una trasfusione ogni tre secondi, e ogni
anno vengono utilizzate 12 milioni di unità di sangue. Con l'aumentare dell'età
della popolazione, cresce anche il ricorso alle trasfusioni; si stima che, entro il 2030,
si verificherà una carenza di quattro milioni di unità di sangue nei soli Stati
Uniti.
Per questi e altri motivi, ha preso avvio la corsa per trovare sostituti del sangue. Sebbene
la ricerca abbia cominciato a vagliare diverse possibilità già a partire dagli
anni cinquanta, gli sforzi sono raddoppiati dopo che la FDA (Food and Drug Administration),
i National Institutes of Health e il Dipartimento della Difesa hanno tenuto conferenze durante
gli anni ottanta in merito alla necessità di sviluppare tali sostanze.
Un adeguato sostituto del sangue deve soddisfare un minimo, seppur significativo, insieme di
requisiti. Deve essere privo di tossicità, sterile e facilmente trasportabile; non deve
scatenare una risposta immunitaria e deve essere in grado di sostituire tutti i tipi di sangue.
Tale sostanza deve anche rimanere in circolo fino a quando l'organismo abbia ripristinato il
proprio sangue e, successivamente, poter essere escreta senza causare effetti collaterali.
Poichè la conservazione è molto difficile e dispendiosa - il sangue va mantenuto
alla temperatura di 4 gradi Celsiuse, ciò nonostante, rimane fresco al massimo per 42
giorni - un buon sostituto deve potersi mantenere a lungo.
I sostituti che sono già sul mercato o stanno per esservi introdotti cercano di soddisfare
tutte le esigenze, ma non assolvono tutti i compiti del sangue: essi si concentrano solamente
nell'adempiere alla funzione principale, il trasporto dell'ossigeno.
I tentativi di trovare un sostituto del sangue continuano ad essere caratterizzati da scarso
successo. Ad ogni miglioramento si contrappone un passo indietro. A causa del volume di sostanza
che dovrebbe essere somministrato a ciascun paziente, i ricercatori devono considerare problemi
di sicurezza peculiari legati alle dosi; la maggior parte dei farmaci è infatti somministrata
in milligrammi, mentre i sostituti del sangue a base di emoglobina verrebbero forniti in dosaggi
variabili da 50 a 100 grammi. Ciò è dovuto al fatto che i sostituti ematici sono
anche utilizzati per ripristinare il volume di sangue circolante, oltre che per la loro
proprietà di trasportare ossigeno.
Inoltre, non sono noti gli effetti a lungo termine di tali composti. Quelli in sperimentazione
hanno mostrato tossicità nel breve periodo, causando ipertensione, blocco renale con
danneggiamento dell'organo, tachicardia e dolori gastrointestinali. Poichè la maggior
parte dei sostituti ematici verrebbe somministrata in situazioni di emergenza, sarà
necessario dimostrare che i benefici immediati superano i rischi a lungo termine
e quelli legati ad un uso prolungato.
Ciascun tipo di sostituto del sangue presenta anche difficoltà intrinseche. I composti
a base di perfluorocarburi devono fare i conti con problemi di ritenzione, di tossicità,
con un breve tempo di permanenza in circolo e con i rischi associati a un eccessivo rilascio
di ossigeno. I derivati da sangue umano hanno l'inconveniente del reperimento del materiale
di partenza.
L'emoglobina ricombinante ottenuta con i metodi dell'ingegneria genetica dovrà
essere prodotta in quantitativi enormi per soddisfare solamente il 10% del fabbisogno degli
Stati Uniti; tale produzione richiede strutture grandi e costose.
Infine, i sostituti di derivazione bovina comportano il rischio di trasmettere encefalopatia
spongiforme e forse anche altre malattie. I produttori possono evitare di ricorrere ai bovini
alimentati con i sottoprodotti di origine animale, accusati di propagare la "malattia
della mucca pazza", ma devono garantire che non siano presenti altri agenti infettivi
e che non si verifichi una risposta immunitaria negativa in coloro che ricevono un prodotto
derivato da animali.
Numerosi sono i prodotti farmacologici di origine plasmatica, ottenuti cioè mediante
frazionamento industriale di plasma umano, quali ad esempio i Fattori della coagulazione,
l'Albumina, le Immunoglobine aspecifiche e specifiche.
Al momento attuale l'ingegneria genetica consente di ottenere alcuni fattori della coagulazione
di origine sintetica. In particolare sono stati ottenuti il Fattore VIII, il fattore di Von
Willebrand, il Fattore IX ed il fattore VII attivato. A fronte di un teorico vantaggio, in
termini di riduzione dei possibili rischi di origine infettiva, si contrappongono alcuni problemi,
quali l'elevato costo, la limitata per ora disponibilità e, a quanto riportato in alcuni
studi, un'aumentata incidenza di inibitori del Fattore VIII superiore rispetto a quella rilevata
nei pazienti trattati con quelli plasmaderivati.
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